Conferenza sulla condizione femminile alla
Stony Brook University di Manhattan
Riccardo Chioni - New York, 26 Marzo 2003

Rosanna Coscia |
|

Giovanni Ciuffo |
Il breve titolo bilingue "Donne to Women" spiega già il significato della conferenza sulla condizione femminile che si è tenuta presso la Stony Brook University di Manhattan, in momento di confronto tra le realtà vissute di qua e di là dell'Atlantico.
Un appuntamento per scambi culturali, con voci provenienti da diverse comunità, ma imperniate su un unico intento: migliorare la condizione femminile, a partire dall'uscio di casa nostra.
La conferenza è stata organizzata dalla Federazione Italo-Americana delle Organizzazioni di Queens (Fiao), dal Comites di New York e Connecticut, dall'Associazione degli Insegnanti Italoamericani (Aiae), dall'Italian American Women Center e dall'Italian American Catholic Action.
I lavori sono stati aperti da Mario Mignone dell'università Suny di Stony Brook e Wanda Radetti responsabile delle pubbliche relazioni della Fiao di Queens, che hanno preceduto i panelisti Rosanna Coscia general manager dell'hotel Jolly Madison Tower di midtown che ha raccontato la sua vita di donna manager in un mondo dominato dagli uomini, il cardiochirurgo Giovanni Ciuffo dell'Nyu Medical Center è intervenuto sul tema delle donne e della medicina cardiovascolare, Vito De Simone presidente dell'Aiae ha dibattuto l'enigma: casalinga o professionista, una nuova alternativa per la donna americana. E ancora Ida Corvino Miletich presidente dell'Italian Women Center ha affrontato l'argomento della fratellanza transatlantica, prima dell'intervento conclusivo di Sabbia Auriti della Mondadori, membro del Comites e della Fiao di Queens.
Il docente Mario Mignone riferisce che presso la facoltà di Stony Brook si è aggiunto il dipartimento di studi sulle donne, prima di entrare nel tema della conferenza, parlando del ruolo importante ricoperto dalla donna nella società di un tempo, in riferimento alla condizione femminile prima e durante i grandi flussi migratori.
"Oggi in tutti i settori della società - ha proseguito Mignone - c'è una donna e in particolare c'è una donna italiana, Nancy Pelosi (leader dei democratici alla Camera, ndr) a Washington. Quello femminile è un ruolo che è totalmente cambiato negli ultimi tempi, ma è anche vero che il ruolo è più complesso in famiglia e nella società".
Wanda Radetti racconta che l'idea della conferenza è nata in seno alla Fiao che riunisce 38 tra associazioni e sodalizi. Poi punta al nocciolo e dice "non è un fatto di ruoli, ma piuttosto il fatto di essere". Esaminando i fatti drammatici di questi giorni di guerra, ammonisce che "non c'è collegamento e comunicazione nel mondo femminile" e sottolinea che "anche sul caso di Saddam Hussein le donne avrebbero dovuto scendere in piazza prima della guerra, per dimostrare contro un dittatore che infierisce anche sulle donne".
Inizia con il tema del conflitto in Iraq anche Rosanna Coscia, la quale sottolinea che "le donne sono per la pace" e, parlando del settore di sua competenza, riferisce che "il mondo dell'ospitalità è molto preoccupato in questo momento delicato". Il settore alberghiero in una città come New York infatti inizia ad accusare i colpi della guerra, vittima della preoccupazione che ancora nelle proprie case americani e stranieri.
Per il tema assegnatole "una donna italiana manager: dai margini al centro" Rosanna Coscia racconta come si è trovata al centro del ondo dell'ospitalità, notoriamente dominato dalla prepotente presenza maschile.
Il cardiochirurgo Giovanni Ciuffo interviene parlando degli aspetti che le donne tendono ad attribuire all'età quando sopraggiungono acciacchi con troppa facilità.
Parla della necessità di preoccuparsi maggiormante di quanto si ingurgita quotidianamente, della necessità di porre controllo all'alimentazione per evitare obesità, mentre promuove esercizio fisico e raccomanda porzioni individuali più coerenti a soddisfare le esigenze del corpo, piuttosto che a soddisfare il piacere della vista di porzioni extra large. Mette a confronto europei e americani a tavola: la salutare dieta mediterranea da una parte e lo sconsidertato consumo di grassi e zuccheri dall'altra.
Si rivolge alla ventina di donne presenti e asserisce "le malattie del cuore non sono una prerogativa maschile. Le donne debbono prendere tutte le precauzioni e sottoporsi a visite, senza nascondersi dietro il paradosso che non vogliono neppure pensare di star male per non pesare sul resto della famiglia".
Articolo pubblicato da America Oggi. Copyright ©
Riccardo Chioni